Ho installato Ubuntu 9.10 sul mio fisso di casa partizionando il disco insieme a Vista (eh sì, purtroppo mi è ancora impossibile mollare MS). La prima impressione è di un miglioramento enorme! Una delle prime cose che faccio quando utilizzo Linux è il setting dei repository e il download di pacchetti utili. Bene, queste operazioni sono veramente diventate semplicissime, ora è presente Ubuntu Software Center che permette di avere una panoramica dei software più utili con tanto di pulsantino “scarica” e che permette anche di vedere tutti i software installati con la possibilità di disisntallarli. Queste operazioni prima prevedevano che l’utente si trasformasse per qualche minuto in nerd e utilizzasse per forza il terminale. Compiz è già installato per default, ma è necessario scaricare il Compiz Configurator e io personalmente ho anche scaricato Compiz Fusion per avere effetti grafici aggiuntivi. Altra cosa molto utile è l’applicazione Applicazioni d’avvio che sarebbe l’analogo del msconfig di Windows, quindi molto utile. Ad un primo utilizzo mi sembra che siano stati introdotti tanti applicativi essenziali che prima richiedevano l’utilizzo del terminale, mentre ora operazioni importanti come l’installazione, la rimozione e il download di pacchetti utili sono molto facilitate.
Fermo restando che Linux è Linux e che quindi è fondamentale imparare ad utilizzare almeno le basi dei comandi del terminale, Ubuntu diventa sempre più user friendly.
Stamattina sul treno chiaccheravo del più e del meno con gli amici e intanto leggevo le notizie dalla versione mobile di Repubblica.it, dal Kindle. Giunto a Cadorna e dopo 10 min di metro, ho percorso il pezzo di strada a piedi fino all’ufficio, circa 500m. Avevo una mano in tasca e nell’altra stringevo Kindle. Camminavo e leggevo le recensioni di iPad sui giornali esteri grazie alla connessione 3G gratuita. Leggere da Kindle è bellissimo, è leggero, forse un po’ troppo piccolo, ma la tecnologia e-ink permette una lettura molto piacevole. E poi tenerlo in mano è comodo, sul treno, in metro appeso alle maniglie, mentre cammini puoi usarlo con una mano. Kindle è un ebook reader, quindi non è nato per andare sul Web. Navigo sui siti, ma anche le versioni mobile sono orribili e lo schermo in bianco e nero le rende ancora più brutte. Inoltre la connessione è lentissima, insomma un’esperienza davvero pessima navigare in rete con Kindle.
Camminavo e pensavo a cosa sarebbe avere lo stesso strumento, ma un po’ più grande, illuminato, a colori, che mi permettesse di andare in Rete facilmente e ovunque leggendo le pagine in modo perfetto, magari anche i giornali. Uno strumento che rendesse l’esperienza di essere connesso e poter fruire di contenuti qualcosa di bello e decisamente piacevole senza perdere diottrie usando smartphone o aprire un portatile, cosa sempre scomoda da fare se non davanti ad una scrivania.
A quanto mi pare di vedere, iPad copre tutte le lacune di Kindle e chi già ne possiede uno sta già sbavando perché sa già cosa vuol dire avere uno strumento del genere, pur tuttavia trattandosi di cose diverse perché iPad non è classificabile come ebook reader.
Un’altra considerazione che mi viene da fare è che chi comprerà iPad non lo farà per leggere gli ebook. La tecnologia e-ink è decisamente un’altro mondo rispetto al retroilluminato, è impensabile passare un’ora a leggere un libro in quelle condizioni. Chi lo comprerà lo farà per tutta un’altra serie di esperienze nuove e che sono possibili dall’avere uno strumento grande il punto giusto, bello e sempre connesso.
Vi riporto quasi per intero l’articolo sul Fatto Quotidiano (che potete leggere qui) perchè ne vale la pena.
Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista: “Gli attacchi a singoli giornalisti, a testate indipendenti
e gruppi editoriali nasconde l’attacco al giornalismo d’inchiesta. Il
giornalismo d’inchiesta esiste in tutti i paesi liberi, ed è vietato in
quelli non liberi. Le vicende di questi giorni e il progetto di riforma
della norma sulle intercettazioni telefoniche si spiegano in questa
logica di attacco al giornalismo d’inchiesta, che è la più importante
forma di controllo del potere pubblico. Il giornalismo d’inchiesta si
basa su fatti e ricostruzioni, che possono essere non fondati. Ma a
questi eventualmente si obietta con altri fatti e altre ricostruzioni.
Non con le intimidazioni”.
Giorgio Bocca, giornalista: “Oggi c’è un reale pericolo di ritorno allo Stato autoritario. Ci sono forti analogie con l’incendio del Reichstag,
che ha portato alle leggi speciali: mi fa paura, ma soprattutto mi
rattrista vedere che siamo tornati a prima della Resistenza. La
reazione politica all’aggressione di Berlusconi è sulla linea della disgregazione dello Stato democratico portata avanti dal premier e dal Pdl.
Una parte di italiani evidentemente vuole il regime. D’ora in poi sarà
impossibile criticare Berlusconi, perché hanno montato un grande
ricatto: se non tacete siete comunisti e terroristi”.
Andrea Camilleri, scrittore: “Le liste di proscrizione sono sempre terribili e tristi.
Soprattutto sono l’avanguardia della repressione totale. Mi ricordano
tempi bui della storia d’Italia. Sento un bruttissimo tanfo di fascismo
senza se e senza ma, come usano dire i politici in questi giorni.
Mentre ascoltavo le parole di Cicchitto in aula, riecheggiavano nella mente altre parole. Quelle di Benito Mussolini.
Che disse ai parlamentari: ‘Ridurrò quest’aula a un bivacco per i miei
manipoli’. Stiamo assistendo, in questi giorni, a un’indegna
speculazione sul gesto di un matto”.
Dario Fo, premio Nobel: “Gli atti violenti nella storia sono stati quasi sempre opera di
squilibrati. Chi detiene il potere cerca disperatamente di trovare
mandanti, anche quando non ci sono. E’ una tecnica: i nostri politici
attaccano, disinformano e così facendo creano violenza. Le
dichiarazioni di Cicchitto sono di una pesantezza incredibile, sono
truci. Chi non è allineato con le dichiarazioni del capo diventa un
terrorista. Siamo davanti a una curva pericolosa. Se veramente
censureranno il Web e le piazze, con nuove “leggi speciali”, sarà un
punto di non ritorno. Esprimo tutta la mia solidarietà a Marco Travaglio“.
Margherita Hack. astrofisica: “Le parole di Cicchitto sono il segno di una brutta deriva. L’aggressione
a Berlusconi è da condannare, ma se c’è una persona che in Italia ha
instaurato il clima d’odio è proprio il premier: attacca continuamente
i giudici, il presidente della Repubblica, i cittadini che non la
pensano come lui, la Corte costituzionale. Costringe il Parlamento a
fare leggi ad personam. Berlusconi merita la più profonda disistima. Io
lo disprezzo perché lui disprezza le istituzioni. Ora il suo partito
vuole tappare la bocca a Santoro e a Travaglio. E’ inaccettabile: conducono una campagna antidemocratica contro la libertà”.
Gad Lerner, giornalista: “L’ossessione che in questi giorni si avverte da più parti,
di collegare un atto violento e criminale subito da Berlusconi con la
libera informazione mi fa pensare a Mussolini. A quando il Duce
denunciava, negli anni Venti, di avere tutta l’informazione contro e
che il suo partito fosse debole e aggredito. L’aggressione a Berlusconi
va condannata, perché è un gesto deplorevole. Ma il tentativo di
ricondurre tutte le voci ad una, il giornalismo libero al silenzio, ha
un solo nome. Ed è totalitarismo“.
Lucia Annunziata, giornalista: Le liste di proscrizione fanno sempre paura. Sono inquietanti,
e si fanno con uno scopo: in Parlamento Fabrizio Cicchitto ne ha
pronunciata una, ed è un brutto segno. Ma penso, spero che Cicchitto
non parli per tutto il partito, bensì che porti avanti una sua campagna
personale, e per questo va isolato. Quando uno Stato ha un problema,
ricorre al pugno duro. Sta succedendo anche questa volta: vogliono
varare norme ad hoc per bloccare il Web e le manifestazioni. Ma l’uso
della forza non ha mai funzionato e non porterà da nessuna parte
neanche questa volta.
Antonio Tabucchi, scrittore: “Contro il capo dello Stato, la Costituzione, la magistratura, il premier
usa atteggiamenti eversivi. Approfittando di un deplorevole incidente,
capitatogli per le mani di uno psicolabile, aizza i suoi contro la
stampa libera. Il suo portavoce, già appartenente a una organizzazione
eversiva, osa dare del terrorista a Marco Travaglio, uno dei
giornalisti più coraggiosi che, con pochi altri, ha fatto luce sui
rapporti tra il sistema berlusconiano e la malavita organizzata. È bene
che costui sappia che sta andando oltre. Le misure democratiche
dell’Europa non gli consentiranno, né noi gli consentiremo, di attuare
le sue minacce”.
Nicola Tranfaglia, storico: “L’attacco di Cicchitto a Montecitorio mi ricorda quello
che fecero i fascisti nel tempo della conquista del potere, tra il 1920
e il 1925. Sono attacchi squadristi che prevengono progetti di
instaurazione di una vera e propria dittatura. Gli uomini liberi, tutti
gli uomini liberi, oggi hanno il dovere – ed è un dovere – di difendere
la Costituzione repubblicana. Di difenderla con tutti i mezzi, sia in
Parlamento sia in piazza, per opporsi al progetto di modifica della
Carta che è il fondamento della nostra democrazia”.
Giovanni Sartori, politologo: “Durante il fascismo era normale: il regime pilotava
i giornali. Il Minculpop mandava le veline e i giornali eseguivano. Ora
noi siamo in un sistema che è ancora democratico. La Costituzione non è
ancora stata modificata. Formalmente siamo una democrazia parlamentare.
In una democrazia parlamentare il capo del governo non ha i poteri che
Berlusconi si sta arrogando. E in una democrazia parlamentare il
capogruppo del Pdl non si deve poter permettere quello che Cicchitto ha
detto in aula. È un fatto gravissimo, di arroganza e malcostume”.
Stamattina ho rischiato una multa a dir poco incredibile. Gli abbonamenti delle Ferrovie Nord consistono in una tessera magnetica su cui caricare l’abbonamento (mensile, settimanale …). Io ho un abbonamento comodissimo: nella stessa scheda carico l’abbonamento mensile per i treni regionali (Nord + FS) e tutti i mezzi ATM (superficie + metro). Wow! Mica tanto. Mica tanto perchè mentre la tecnologie lato utente si è evoluta, non si è evoluta la tecnologia lato personale-ferrovie Nord. Il controllo mica avviene passando la tessera magnetica su un lettore (o almeno, non tutti lo fanno). La maggior parte dei controllori controlla ancora … lo scontrino fiscale che accerta il pagamento!!! E che quindi devi per forza tenere insieme alla scheda magnetica! Alla faccia della comodità e della tecnologia! Stamattina ho rischiato una multa perchè la controllora non aveva il lettore e io, avendo rinnovato l’altro giorno l’abbonamento, avevo già lo scontrino di Dicembre. Quello di Novembre l’ho buttato. Ora: tu utente rischi la multa ANCHE se hai pagato. Rischi la multa non perchè non hai pagato l’abbonamento, ma perchè è il personale delle Ferrovie Nord che non è dotato della tecnologia necessaria! Tutto questo è assurdo. Controllare che nella tessera sia presente l’abbonamento è cosa ultra dimostrabile e immediata.
Kindle (Global Wireless) and Kindle (U.S. Wireless)
Longer battery life for Kindle (Global Wireless): You can now read for up to 1 week on a single charge with wireless on. Turn wireless off and read for up to 2 weeks.
Built-in PDF reader: Your Kindle can now display PDF documents without losing the formatting of the original file. Send PDF documents directly to your Kindle (via your @Kindle address) or drag and drop PDF files from your computer to your Kindle (when connected via USB). Learn more.
Manual screen rotation: The Kindle screen can now manually rotate between portrait and landscape views so you can see the entire width of a web page or magnify the page of a PDF file. The page-turn buttons work the same in either orientation, and the 5-way controller movements are switched to match the orientation.Learn more.
Option to convert PDF files to Kindle format. If you prefer to have your personal PDF documents converted to the Kindle format (so that they can reflow), type “Convert” in the subject of the e-mail when you submit your personal document to your @kindle.com address.
Perché lo faccio? Perché il mio problema non è essere piratato, ma essere sconosciuto (grazie Tim O’Reilly per questo fantastico aforisma). Perché gli ebook gratuiti vendono libri stampati. Perché mi sono fotocopiato anche il culo quando avevo 17 anni e sono cresciuto spendendo praticamente ogni cent disponibile in libri quando sono diventato grande. Perché non posso impedirti di condividerlo (gli zero e gli uno non diventeranno più difficili da copiare); e perché i lettori hanno sempre condiviso il libri che amano, e quindi posso chiederti di unirti alla causa.
Da quando avevo sei anni ho sempre sognato di scrivere romanzi di fantascienza. Ora lo faccio davvero. E’ un sogno realizzatosi, come fare da grande il cowboy o l’astronauta, tranne che non vieni vessato dai rancher e non devi restare 28 ore sulla rampa di lancio col pannolone. L’idea che possa infastidirmi quando le persone – i lettori celebrano ciò che scrivo è incredibilmente assurda.
Ma tornando al tema: cosa si fa su Facebook – in prevalenza – se non leggere? Con quante note, discorsi, articoli, conversazioni, micro-testi, racconti, storie di vita veniamo in contatto ogni giorno? Non sono anche queste forme di racconto, di letteratura? Dovremmo abituarci a pensare che le forme di scrittura e lettura stanno cambiando molto negli ultimi anni. E comprendere che siamo davanti a fermenti partecipativi e inclusivi nelle forme di produzione dei contenuti. Certo le vecchie rendite di posizione si scardinano ma si aprono anche ampi spazi per la produzione di cultura in forme innovative. E chissà quanti nuovi autori si apriranno lo spazio tra le maglie dei social network.
Questo è solo uno dei 5 casi e vi rimando a Mashable per vedere il resto (il link dovreste vederlo sopra). E’ interessante l’integrazione con applicativi business.