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	<title>alebaffa&#039;s &#187; point of view</title>
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		<title>Being italians</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa tragedia impossibile della Costa Concordia ha veramente tutto dello stereotipo peggiore della cultura italiana. La fuga dalle responsabilitá, il pressapochismo nell&#8217;organizzazione di base e l&#8217;incredibile capacitá, questa veramente tipica solo italiana, di rendersi conto del guaio solo quando il livello della merda ha raggiunto  l&#8217;ultimo millimetro dei capelli. Tipicamente quando ci scappa il morto. &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2012/01/25/being-italians/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa tragedia impossibile della Costa Concordia ha veramente tutto dello stereotipo peggiore della cultura italiana. La fuga dalle responsabilitá, il pressapochismo nell&#8217;organizzazione di base e l&#8217;incredibile capacitá, questa veramente tipica solo italiana, di rendersi conto del guaio solo quando il livello della merda ha raggiunto  l&#8217;ultimo millimetro dei capelli. Tipicamente quando ci scappa il morto. O meglio, quando finalmente tocca, nella pratica, la vita degli italiani &#8211; tasse innalzate &#8220;di colpo&#8221; dopo anni di passivitá colpevole di noi popolo di fronte agli sperperi-comoditá-evasioni, o navi che si incagliano &#8220;di colpo&#8221; dopo anni di inchini davanti casa nostra.</p>
<p>Ci vedono cosí all&#8217;estero. A voglia il Monti di turno a convincere gli investitori stranieri a comprarsi il debito.</p>
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		<title>Ma purtroppo la Storia è ciclica</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sto guardando Servizio Pubblico, puntata 8, &#8220;Le Buone Regole&#8221;. Si parla dei tagli di Ferrovie dello Stato ai treni a lunga percorrenza. Sorvolo volentieri sulla questione. Mi hanno colpito molto le parole di alcuni italiani in questo servizio: razzismo allo stato puro. L&#8217;Italia sta diventando sempre più povera, le persone con gravi problemi finanziari diventano &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2011/12/31/ma-purtroppo-la-storia-e-ciclica/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto guardando Servizio Pubblico, puntata 8, &#8220;Le Buone Regole&#8221;. Si parla dei tagli di Ferrovie dello Stato ai treni a lunga percorrenza. Sorvolo volentieri sulla questione.</p>
<p>Mi hanno colpito molto le parole di alcuni italiani in questo servizio: razzismo allo stato puro. L&#8217;Italia sta diventando sempre più povera, le persone con gravi problemi finanziari diventano sempre di più, il lavoro manca. La situazione italiana è di una gravità incredibile, e chi può scappa.<br />
La mancanza di risorse accresce la paura verso lo straniero, perché quando la gente non ha più niente nel suo territorio inizia a prendersela con chi del territorio non è. Questa condizione di gravità economica crescente in Italia sta aumentando in modo esponenziale l&#8217;intolleranza verso lo straniero, che comunque c&#8217;è sempre stata. Questi due aspetti uniti fanno preoccupare. Io sono un pessimista sull&#8217;uomo. E questa situazione, non solo italiana, ma anche Europea perché questa crisi incredibile sta abbracciando tutti, mi ricorda tanto i vent&#8217;anni prima della Seconda Guerra mondiale, quando la mancanza di risorse derivata dalle devastazioni dalla prima grande guerra sviluppò quell&#8217;enorme senso iper nazionalista un pò ovunque, che poi portò dove ha portato. La gente esausta non ne poteva più, non aveva più niente e chi aveva tanto sul suo territorio, ma del territorio non era, veniva cacciato. In ogni modo.<br />
Questa situazione economica europea, in generale, è preoccupante non solo per le conseguenze che tutti ne possiamo avere in breve (tasse, accise, etc ..), ma anche per le conseguenze sul lungo termine che ne possono derivare per quanto riguarda la buona convivenza con gli altri. La mia speranza è che questi anni, e quelli, a quanto pare bui, che verranno, non siano tempi di incubazione di germi di cose già viste in passato.</p>
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		<title>PhD</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 18:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mettetevi nei miei panni. Io sono uno a cui studiare piace, che si vede decisamente di più nella ricerca a creare valore sotto forma di conoscenza, che rimane per sempre, piuttosto che valore per un&#8217;azienda a scopo di lucro, fine a se stessa. 2 anni fa fui ad un passo da fare il dottorato in &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2010/11/26/phd/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xNmZ-DahDwM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/xNmZ-DahDwM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Mettetevi nei miei panni. Io sono uno a cui studiare piace, che si vede decisamente di più nella ricerca a creare valore sotto forma di conoscenza, che rimane per sempre, piuttosto che valore per un&#8217;azienda a scopo di lucro, fine a se stessa. 2 anni fa fui ad un passo da fare il dottorato in Italia, al Politecnico di Milano. Avevo già fatto domanda pagando anche quelle due lire, ma alla fine mi mancarono le palle di farlo. La paura in Italia era veramente troppa, primo fra tutti quello economico. E&#8217; brutto pensare a questo quando si parla del dottorato, l&#8217;ho sempre visto come qualcosa più vicino ad una vocazione, che come uno strumento per fare soldi .. ma parliamoci chiaro, i soldi sono fondamentali. Non avevo neanche esperienza internazionale, quindi neanche il coraggio di provare a fare domanda per un PhD all&#8217;estero, dato che non sarei forse riuscito a sostenere un colloquio decente in inglese.</p>
<p>Ora la cosa è un pò cambiata. Vivo in Francia da qualche tempo ormai, il mio inglese è molto migliorato (per lo meno sono decisamente abituato ad ascoltarlo e parlarlo, senza avere un inglese da principe di Galles) e me la cavo anche abbastanza bene con il francese. Ma la mia voglia di rimettermi a studiare, anziché scemare, è forse aumentata e le mie motivazioni sono nettamente più mature e ragionate rispetto a 2 anni fa. Ora il problema della lingua non ce l&#8217;ho, anzi, il ventaglio dei paesi possibili per fare domanda è aumentata.</p>
<p>Con una condizione del genere, e vedendo video così, leggendo quello che succede in Italia, come fa a venirmi voglia di fare domanda per un dottorato in Italia?</p>
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		<title>l&#8217;isola del piacere</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 14:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco, lavorare in Costa Azzurra é esattamente come una delle 12 fatiche di Asterix: l&#8217;isola del piacere. No, non c&#8217;é niente da ridere. Perché chi ha concepito Sophia Antipolis, ha pensato proprio a questo: offrire lavoro in un posto incantevole in modo da non fare andare piú via le persone. Che compensa enormemente il fatto &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2010/11/10/lisola-del-piacere/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/utOI9aphYpk?fs=1&amp;hl=fr_FR" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/utOI9aphYpk?fs=1&amp;hl=fr_FR" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ecco, lavorare in Costa Azzurra é esattamente come una delle 12 fatiche di Asterix: l&#8217;isola del piacere. No, non c&#8217;é niente da ridere. Perché chi ha concepito Sophia Antipolis, ha pensato proprio a questo: offrire lavoro in un posto incantevole in modo da non fare andare piú via le persone. Che compensa enormemente il fatto di non stare facendo, magari, il lavoro della tua vita.</p>
<p>Ci sono un sacco di ragazzi che vengono qui pur avendo alle spalle esperienze lavorative fantastiche e decisamente piú interessanti di quello che poi qui ci si trova a fare. Eppure l&#8217;isola del piacere li attira offrendo tranquillitá, denaro, il mare, il sole ed esperienze incantevoli. E da qui non te ne vai piú. Ripensi a quelli che erano i tuoi obiettivi professionali, ti accontenti.</p>
<p>Lo svegliarsi e il capire che qui manca il cinghiale é qualcosa che arriva dopo, in media, 2-3 anni.</p>
<p>P.S.: per quanto mi riguarda, fortunatamente, ancora posso ancora dire con certezza che la mia vita professionale precedente in Italia rimane ancora il mio termine di paragone (al peggio).</p>
<p>** UPDATE **<br />
Amici di qui mi fanno notare come la stima di 2-3 anni sia decisamente troppo esagerata. Il tuo cinghiale inizia a mancarti molto prima ..</p>
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		<title>Click  Touch</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 13:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[iPad touch personal review]]></category>

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		<description><![CDATA[La capacità di esecuzione di un tocco manuale a seguito di un impulso visivo è drasticamente più veloce di un click del mouse. D&#8217;impulso tocchiamo ciò che vediamo, fin da piccoli. In un pc normale quando vedo qualcosa nello schermo, per toccarlo devo muovere la mano per spostare un oggetto posto su un piano differente &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2010/08/21/bede/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La capacità di esecuzione di un tocco manuale a seguito di un impulso visivo è drasticamente più veloce di un click del mouse. D&#8217;impulso tocchiamo ciò che vediamo, fin da piccoli. In un pc normale quando vedo qualcosa nello schermo, per toccarlo devo muovere la mano per spostare un oggetto posto su un piano differente rispetto alla linea visiva: il mouse Tutto ciò è meccanico, ho il tempo di pensare che magari non serve e non lo faccio, seppur in una frazione di secondo. Con un tablet è completamente diverso, quando vedo, tocco. È immediato, non c&#8217;è un intermediario tra la vista e il tatto e la velocità di esecuzione del gesto è pressoché immediata.<br />
Le applicazioni per iPad dovrebbero sfruttare questa caratteristica, ma ancora non ci siamo. Si sta seguendo il paradigma della navigazione web classica per le applicazioni tablet. Su iPad non voglio che la maggior parte dello schermo sia fissa e intoccabile, voglio poter toccare ovunque, le news non devono seguire necessariamente il flusso verticale (quindi sfogliare il giornale dall&#8217;alto verso il basso), ma devono sfruttare tutto lo schermo, devo essere io a toccare quella che mi interessa per aprire il popup con la notizia stessa. Lo schermo va sfruttato per intero, i menù non dovrebbero essere rilegati sempre alla parte destra o in alto in una barra fissa intoccabile, ma vorrei decidere io dove e quando farli uscire. Flipboard è bello per questo, le notizie vengono impaginate sfruttando tutto lo schermo, posso toccare ovunque, il menù esce quando lo dico io, dove voglio. Usare le dita apre un mondo, la velocità acquisita e uno schermo così aprono scenari per i designer enormi: sfruttateli! Basta con i PDF da zoomare, vi prego.   </p>
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