Archive for the 'point of view' category

Click <> Touch

ago 21 2010 Pubblicato da ale sotto Apple, point of view

La capacità di esecuzione di un tocco manuale a seguito di un impulso visivo è drasticamente più veloce di un click del mouse. D’impulso tocchiamo ciò che vediamo, fin da piccoli. In un pc normale quando vedo qualcosa nello schermo, per toccarlo devo muovere la mano per spostare un oggetto posto su un piano differente rispetto alla linea visiva: il mouse Tutto ciò è meccanico, ho il tempo di pensare che magari non serve e non lo faccio, seppur in una frazione di secondo. Con un tablet è completamente diverso, quando vedo, tocco. È immediato, non c’è un intermediario tra la vista e il tatto e la velocità di esecuzione del gesto è pressoché immediata.
Le applicazioni per iPad dovrebbero sfruttare questa caratteristica, ma ancora non ci siamo. Si sta seguendo il paradigma della navigazione web classica per le applicazioni tablet. Su iPad non voglio che la maggior parte dello schermo sia fissa e intoccabile, voglio poter toccare ovunque, le news non devono seguire necessariamente il flusso verticale (quindi sfogliare il giornale dall’alto verso il basso), ma devono sfruttare tutto lo schermo, devo essere io a toccare quella che mi interessa per aprire il popup con la notizia stessa. Lo schermo va sfruttato per intero, i menù non dovrebbero essere rilegati sempre alla parte destra o in alto in una barra fissa intoccabile, ma vorrei decidere io dove e quando farli uscire. Flipboard è bello per questo, le notizie vengono impaginate sfruttando tutto lo schermo, posso toccare ovunque, il menù esce quando lo dico io, dove voglio. Usare le dita apre un mondo, la velocità acquisita e uno schermo così aprono scenari per i designer enormi: sfruttateli! Basta con i PDF da zoomare, vi prego.

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iPad + Kindle

ago 04 2010 Pubblicato da ale sotto Apple, kindle, point of view

Possedendo sia Kindle che iPad (quest’ultimo da ieri) mi vengono in mente alcune riflessioni veloci.
Penso che Kindle riproduca perfettamente l’esperienza classica del libro, quindi l’esperienza piatta della lettura di un testo scritto e da leggere con calma. Un libro va letto senza disturbi, concentrandosi e cercando di utilizzare la propria fantasia cercando di riprodurre l’ambientazione e le scene nella propria mente. Un libro in bianco e nero è perfetto, senza fronzoli, contiene solo la parola scritta che va lentamente immagazzinata. La tecnologia e-ink per questo è la miglior tecnologia possibile, non stanca, è in bianco e nero, e Kindle è ottimo perché presenta pochi tasti per sfogliare pagina, ma il focus dell’attenzione è mantenuto sul testo scritto. Non ci sono disturbi nell’esperienza di lettura in Kindle: bianco e nero, stop. Perfetto.

iPad è un altro tipo di device che fa altre cose. Dal punto di vista della lettura, credo che iPad venga incontro ad alcune caratteristiche dell’utente-lettore Web. La lettura sul Web, a differenza del libro, è infatti caratterizzata da una cosa che non c’è nel libro: il disturbo continuo. I siti Web, i blog, i magazine, i giornali online, sono pieni zeppi di immagini, video, pubblicità che tendono a spostare la tua attenzione dal testo a qualcos’altro. Per questo iPad è fantastico, lo schermo amplifica enormemente la resa grafica e il touchscreen (iper sensibile, tra l’altro) ti permette in un attimo di passare da una parte all’altra della schermata. Farsi trascinare dal disturbo, anziché concentrarsi sulla lettura, in iPad diventa quasi inevitabile, e piacevole, per l’utente. Ed è una sfaccettatura, questa, che oltre ad essere fantastica per il marketing in generale, diventa pazzesca se sfruttata a vantaggio della lettura stessa. Le applicazioni miglior di iPad sono, infatti, quelle dei magazine online: Wired, The Economist, Popular Science hanno creato delle applicazioni realmente pazzesche, che sono fatte per leggere, ma che alla fine sfruttano il piacere derivante dalla possibilità di toccare lo schermo per portarsi istantaneamente da un’altra parte, lasciandosi trascinare dal disturbo. E leggere in queste applicazioni diventa piacevole, facile, e veloce, quest’ultima altra caratteristica che l’utente-lettore del Web cerca sempre.
iPad, fisicamente, non si addice alla lettura piatta del libro, quindi, tralasciando i problemi derivanti dalla lettura lunga su uno schermo retro-illuminato: sarebbe come sparare ad una mosca con un cannone enorme.

Per questo motivo ho acquistato iPad: perché Kindle è totalmente un altro tipo di esperienza.
E poi, vabbè, sono un pò malato … :)

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La soglia dei 30

feb 06 2010 Pubblicato da ale sotto personal, point of view

Leggendo gli ultimi Wired e stando un po’ attenti alle dinamiche professionali degli ultimi anni mi sto accorgendo che c’è una soglia entro il quale o sei già diventato qualcuno e hai già preso la vita del denaro a palate, oppure non dico che rimarrai per sempre nella mediocrità, ma insomma non sarai sulla sua via maestra: i 30 anni. Mark Zuckerberg a 20 ha creato Facebook, Jack Dorsey a 32 (al limite) ha creato Twitter, Bill Gates a 20 anni ha fondato Microsoft Corporation, in copertina nell’ultimo Wired c’è Andrea Lo Pumo che 21enne ha creato Netsukuku, qualcosa per cui addirittura l’ITU si è interessata. Insomma c’è una soglia, quella dei 30 anni, entro il quale i futuri manager, o comunque persone di cui se ne sentirà ancora parlare, sono quelle che hanno già iniziato a farsi strada alla grande, nonostante l’età.

Non dico che è una soglia oltre il quale non ce la farai più. Sto dicendo che è una soglia entro il quale le persone più sveglie hanno già preso alcuni treni importantissimi che li porteranno a coincidenze con altri ancora più grandi. Mentre le persone comuni aspettano, a volte la divina provvidenza, per cambiare o darsi una mossa, quelli più svegli a 30 anni hanno già preso tutto quello che potevano prendere cogliendo ogni minima occasione possibile. E ovviamente dimostrando di avere capacità fuori dal comune, chiaramente. Non sono alieni. Sono persone normali, sveglie e con spirito di cambiamento e iniziativa. E una grande passione.

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La parola la passo volentieri

dic 22 2009 Pubblicato da ale sotto italianità, point of view, politik, video

Ultimo video di Travaglio su Micromega. Cose che ovviamente non sentirete mai nei TG e difficilmente in qualche speciale anche a tardissima ora (se non leggendo il giorno dopo un editto con il quale si chiude baracca e burattini e si licenzia il burattinaio di turno).
Il consiglio che vi do, ed è anche un ottimo consiglio per Natale, è di leggere/regalarvi l’odore dei soldi (Veltri, Travaglio) che vi da tutti gli strumenti e il background necessari per capire cosa sta succedendo, cosa vogliono dire le dichiarazioni di Spatuzza e i vari Graviano e perché gente come Travaglio continua a fomentare odio (mi fa ridere anche a scriverlo). Magari qualche dubbio viene anche a voi.
Sarebbe un bel traguardo.
Guardatevi questo video, dura un po’, lo posto qui appunto per farvelo rimanere nei feed reader (se già non avete Micromega, ovvio).

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Promemoria. 15 anni di storia d’Italia ai confini della realtà

dic 22 2009 Pubblicato da ale sotto personal, point of view, politik

Ieri sono stato al teatro Smeraldo, a Milano, per lo spettacolo di Marco Travaglio da cui ho preso in prestito il titolo per questo post. Nonostante il titolo, in realtà lo spettacolo tratta degli ultimi 30 anni di storia politica d’Italia, partendo infatti dal soggiorno di Vittorio Mangano presso la villa Berlusconi ad Arcore (che risale alla seconda metà degli anni ‘70), passando attraverso gli anni ‘70 e ‘80 degli affari tra mafia e finanza milanese, arrivando alla descrizione del fenomeno “Tangentopoli” e “Mani Pulite” con la scoperta dei furti colossali praticati da tutta la Prima Repubblica che mandarono sul lastrico il paese, l’era stragista e la pax mafiosa tutt’oggi in vigore. Tutto puntualmente supportato da nomi, cognomi, date, sentenze, dichiarazioni ufficiali, dati e fatti, fatti, fatti.

Uno spettacolo molto interessante che ricalca e continua quanto già Travaglio aveva già scritto ne “L’odore dei soldi”, un bellissimo dossier in cui si descrive puntualmente la nascita e le retrovie delle ricchezze e del potere di Silvio Berlusconi. Cose che ovviamente non sentirete mai da nessun altro mezzo di comunicazione di massa. Ovviamente non ha dimenticato di mandare frecciate contro chi ultimamente l’ha additato come seminatore d’odio! Lo spettacolo ti lascia un senso di amarezza enorme, il ripercorrere le tappe principali degli ultimi 30 anni di storia rende ancora più chiaro come il fango che dava forma alla Prima Repubblica è lo stesso che popola l’attuale classe politica, i personaggi sono quasi sempre gli stessi di allora, le dinamiche sempre uguali solo un po’ modificate. Ti fa rivivere le emozioni di quel periodo di fine anni ‘80 e inizi ‘90, la classe dirigente impegnata a rubare (gli stessi che poi saranno proclamati come grandi statisti o eroi), la mafia che si accordava con lo Stato e faceva grandissimi affari nel nord Italia, le stragi. Soprattutto evidenzia e sottolinea l’anomalia Berlusconi, i suoi altamente probabili rapporti con la mafia, la pax mafiosa cominciata immediatamente dopo la nascita di Forza Italia. Tante coincidenze, tantissime dichiarazioni di tanti pentiti, tantissimi fatti.

Esci dal teatro che vorresti chiedere a uno che vota Berlusconi “ma tu, che riponi in lui tutta questa fiducia, che quando gli avversari politici lo attaccano ti senti quasi colpito personalmente come se avessero attaccato te o un tuo parente stretto .. tutta questa fiducia, ma da dove la prendi? Sulle basi di cosa ti senti così fermamente convinto della bontà d’animo di Berlusconi? Come fai a chiudere gli occhi di fronte a una catena di coincidenze disarmanti che dura ormai da 20 anni e che stanno distruggendo un paese intero da tutti i punti di vista?”.

Io sono uscito da teatro con la voglia di approfondire tanti temi legati agli ultimi 30 anni di storia politica del nostro paese, sto rileggendo “l’odore dei soldi” che lessi anni fa, ma con la maturità e il mio bagaglio culturale di oggi, ho intenzione di leggere tanto sul periodo delle stragi, sugli anni precedenti ad essi e tante altre questioni.

Chi giudica Marco Travaglio forse è perché non l’ha mai ascoltato. Travaglio può stare simpatico o meno, ma nel caso in cui lo si critichi bisogna essere capaci di smentirlo. E’ un giornalista continuamente supportato da pile enormi di documentazioni a supporto delle sue tesi e ciò che racconta è facilmente riscontrabile negli atti giudiziari pubblici. Personalmente non sopporto coloro i quali gli contestano il fatto di essersi arricchito parlando solo ed esclusivamente di Berlusconi, come se la sua carriera fosse cominciata solo allora. Travaglio non lesina acide frecciate e asprissime critiche anche a sinistra, cosa che ieri ha fatto continuamente e senza sosta.

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Crescere

dic 02 2009 Pubblicato da ale sotto personal, point of view

Cosa vuol dire crescere? E’ una domanda che in questo ultimo periodo mi assilla.
Prendiamo il mio caso. Qualche mese fa ho cambiato azienda per una più grande. Non che nell’altra mi trovassi male, tutt’altro, persone ottime, super preparate da cui poter imparare una marea di cose, location comoda (nonostante fossi pendolare), ma ho cambiato. Sentivo che non stavo crescendo, una sensazione che mi faceva sentire quasi immobilizzato. Ho dovuto farlo, sentivo che era giusto per me stesso e non mi pentirò mai di quella scelta. 
Sensazione. Ho percepito l’idea della crescita sentendola in qualche modo legata al mio stato d’animo: mi sentivo bloccato, quindi non stavo crescendo. Questa sensazione mi ha fatto fare un passo che ha modificato il mio status quo. Ho reagito ad una condizione che mi toglieva anziché darmi. Ma darmi cosa? Un amico la crescita l’ha definita come l’acquisizione di ruoli di responsabilità, di esperienza tecnica e relazionale, crescita economica. Sono d’accordo con lui, ma manca un pezzo. Quella sensazione che percepii mesi fa ne è proprio la prova perché anche in quella situazione avrei acquisito capacità tecniche-relazionali-economiche (dopo un po’ di tempo), eppure dovevo cambiare. L’altro pezzo che manca alla definizione di crescita del mio amico, che quasi mi verrebbe da chiamare crescita formale, è la crescita informale. La crescita come persona. Il blocco che sentivo era un blocco dovuto alla mia personale mancanza di curiosità verso quello che stavo facendo, quella fiammella che ti spinge a capire e a risolvere qualsiasi cosa in tempi brevi perché in qualche modo ci arrivi, anche quasi per intuito. La passione e la curiosità in quello che si fa ti porta ad essere brillante, veloce, intuitivo, propositivo e proattivo. Non solo cresci da un punto di vista formale, imparando e tenendoti informato sempre sullo stato dell’arte di quel settore, ma ti porta anche ad essere una persona migliore, mantieni livelli di stress più elevati e ti fai avanti senza timore. E tutto questo si riscontrerà in elevata produttività e quindi crescita economica (nel medio periodo).
Tecnica + responsabilità + curiosità + passione = crescita. I primi due fattori formali, mentre gli altri informali.
E’ l’unione di questi fattori che ti fanno crescere e che personalmente lo trovo equivalente all’uscita dalla mediocrità.

Trovo che i fattori informali siano quelli di maggior peso, i fattori che ti danno uno scopo mentre i fattori formali (la tecnica, i ruoli di responsabilità, etc…) siano solo strumenti che in qualsiasi caso acquisirai (sei bravo in Java, Oracle, SAP, etc …). Cambiare fino a che non si trova il migliore connubio tra tutti questi fattori, secondo me, è cosa buona e giusta.

Soprattutto quando ancora non si ha neanche 30 anni.
Soprattutto quando al lavoro ci passi 8 ore al giorno e il tuo collega lo vedi più spesso di tua madre.

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TEDx Lake Como

ott 03 2009 Pubblicato da ale sotto point of view, technology

Sicuramente tutti conoscete TED Talks, le conferenze tenute negli USA (recentemente però anche in England) in cui grandi personaggi, studiosi, ricercatori, professori, imprenditori, persone comuni parlano su un tema specifico al pubblico. Conferenze gratuite il cui unico scopo è diffondere la conoscenza, le idee, le illuminazioni, i progetti, le prospettive future viste dalle persone più intelligenti del globo che del futuro si occupano e vogliono diffondere la loro conoscenza al mondo.
Ideas worth spreading.
Io sono un assiduo ascoltatore di questi speech e me li ascolto comodamente dal mio iPod grazie ai podcast gratuiti. Ahimè, i podcast non prevedono sottotitoli e sono costretto a guardarmeli in english, ma lo considero un buon esercizio per tenermi allenato.

La notizia del momento è questa:

TED ha lanciato un programma, chiamato TEDx,  di eventi locali, organizzati in modo indipendente, che si propongono di riunire persone per condividere una esperienza simile a quella che si vive con TED.  Nel nostro TEDxLakeComo, presentazioni dal vivo e proiezioni di video tratti da TEDTalks  sono combinati allo scopo di favorire relazioni e discussioni all’interno di gruppi di piccole dimensioni.  Le Conferenze di TED forniscono il modello generale per gli eventi  TEDx, ma i TEDx locali, incluso il nostro, sono realizzati in modo indipendente.

mercoledì 4 novembre 2009,  ore 18.30 – 23.00
Aula Magna del Politecnico di Milano,  Polo di Como
Via Castelnuovo, 7,  Como

Ovviamente mi sono già registrato (anche se arriverò più tardi. 18:30 per chi lavora a Milano è fisicamente impossibile).

http://www.tedxlakecomo.com/

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Manifestazione al lungolago di Como

set 27 2009 Pubblicato da ale sotto como, personal, point of view

Sono appena tornato dalla manifestazione contro il muro eretto sul lungolago. Evento organizzato via Facebook e questo dà anche il polso di quanto questo scempio sia sentito dai comaschi: il passaparola ha funzionato alla grande e in modo ultra celere.

Non ci si crede neanche a guardarlo dal vivo quel muro. E’ talmente assurdo che sembra un brutto scherzo che da un momento all’altro svanirà, usciranno i simpaticoni con uno striscione: SIETE SU SCHERZI A PARTE! Faccio fatica a realizzare che uno obbrobrio del genere sia davvero lì, sul nostro lungo lago, una delle cose più belle che questa città offre.

La cosa sicura è che Bruni da oggi in poi rimarrà negli annali come il sindaco del muro.

Ero in bici e con il mio Nokia 5800, ho fatto due foto.

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Somiglianze

lug 17 2009 Pubblicato da ale sotto point of view

Secondo voi spain.info non assomiglia, un tantino, a italia.it? Solo io vedo una somiglianza, o anche voi notate qualcosa? …

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le Forze Armate non sono fatte per costruire scuole

lug 15 2009 Pubblicato da ale sotto news, point of view

Scalpore, scandalo, dolore, inchieste giudiziarie e “polemiche”, come dicono i TG che spiegano sempre tutto in “polemica” per non compromettersi, sulla morte del caporalmaggiore Di Lisio in Afghanistan. A lui, dipendente statale in uniforme caduto nell’esercizio delle funzioni che la comunità gli ha assegnato senza tornelli, ogni rispetto. L’ho detto mille volte: sono pacifico, non pacifista e sono anti militarista, non anti militari. A quelli che ora si sbracciano e si agitano, un semplice “memo”: la guerra, comunque la si voglia incartare, con o senza la stagnola blu delle UN, in formule di “peacekeeping”, “peace enforcing”, “aiuto”, “esportazione delle democrazia”, preventiva o reattiva, santa o empia, ha sempre questo curioso difetto. Fa molto male alla salute di chi vi partecipa. Si dovrebbe almeno dirlo prima di accenderla, come si fa sui pacchetti di sigarette. Le Forze Armate, come ha scritto il generale Colin Powell che di guerre ha fatte parecchie da combattente e da comandante e non è un fanatico, non sono fatte per costruire scuole e “aiutare le vecchiette ad attraversare la strada”, ma “per ammazzare persone e per distruggere cose”. Per questo può accadere di essere ammazzati o distrutti.

via Vittorio Zucconi.

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