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	<title>alebaffa&#039;s &#187; news</title>
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	<description>da Como con furore !</description>
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		<title>Circondati</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 08:13:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
				<category><![CDATA[italianità]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[da Repubblica di oggi, pagina 21. Al Celio i paracadutisti feriti &#34;Vogliamo tornare in Afghanistan&#34; Giampaolo Cadalanu [...]la polemica stavolta la lancia la Lega Nord, per bocca del senatore Sergio Divina: secondo il parlamentare, &#34;troppi stranieri&#34; lavorano negli stabilimenti Iveco che costruiscono il blindato &#34;Lince&#34;, quello su cui il paracadutista è stato ucciso. Nonostante diversi &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2009/07/17/circondati/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da Repubblica di oggi, pagina 21.</p>
<blockquote><p><strong>Al Celio i paracadutisti feriti       <br /></strong><strong>&quot;Vogliamo tornare in Afghanistan&quot;</strong>       <br />Giampaolo Cadalanu </p>
<p>[...]la polemica stavolta la lancia la Lega Nord, per bocca del senatore Sergio Divina: secondo il parlamentare, <u>&quot;troppi stranieri&quot; lavorano negli stabilimenti Iveco che costruiscono il blindato &quot;Lince&quot;,</u> quello su cui il paracadutista è stato ucciso. Nonostante diversi esperti militari abbiano segnalato che &quot;non esistono difese invulnerabili&quot;,<u> il senatore ha sospetti sugli operai islamici</u>: &quot;quando si costruisce un mezzo del genere si conosce lo spessore delle lamiere, il posizionamento della torretta&quot;. Se queste informazioni circolano, c&#8217;è il rischio che i punti di vulnerabilità &quot;vengano individuati da soggetti ostili alla nostra missione&quot;, dice Divina.</p>
</blockquote>
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		<title>le Forze Armate non sono fatte per costruire scuole</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[point of view]]></category>

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		<description><![CDATA[Scalpore, scandalo, dolore, inchieste giudiziarie e “polemiche”, come dicono i TG che spiegano sempre tutto in “polemica” per non compromettersi, sulla morte del caporalmaggiore Di Lisio in Afghanistan. A lui, dipendente statale in uniforme caduto nell’esercizio delle funzioni che la comunità gli ha assegnato senza tornelli, ogni rispetto. L’ho detto mille volte: sono pacifico, non &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2009/07/15/le-forze-armate-non-sono-fatte-per-costruire-scuole/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Scalpore, scandalo, dolore, inchieste giudiziarie e “polemiche”, come dicono i TG che spiegano sempre tutto in “polemica” per non compromettersi, sulla morte del caporalmaggiore Di Lisio in Afghanistan. A lui, dipendente statale in uniforme caduto nell’esercizio delle funzioni che la comunità gli ha assegnato senza tornelli, ogni rispetto. L’ho detto mille volte: sono pacifico, non pacifista e sono anti militarista, non anti militari. A quelli che ora si sbracciano e si agitano, un semplice “memo”: la guerra, comunque la si voglia incartare, con o senza la stagnola blu delle UN, in formule di “peacekeeping”, “peace enforcing”, “aiuto”, “esportazione delle democrazia”, preventiva o reattiva, santa o empia, ha sempre questo curioso difetto. Fa molto male alla salute di chi vi partecipa. Si dovrebbe almeno dirlo prima di accenderla, come si fa sui pacchetti di sigarette. Le Forze Armate, come ha scritto il generale Colin Powell che di guerre ha fatte parecchie da combattente e da comandante e non è un fanatico, non sono fatte per costruire scuole e “aiutare le vecchiette ad attraversare la strada”, ma “per ammazzare persone e per distruggere cose”. Per questo può accadere di essere ammazzati o distrutti.</p></blockquote>
<p>via <a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/07/14/morire-senza-tornelli/">Vittorio Zucconi</a>.</p>
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		<title>Global divorce</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 15:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il New York Times, taac …]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.alessandrobaffa.it/wp-content/uploads/2009/05/divorzio.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; border-left: 0px; border-bottom: 0px" title="divorzio" src="http://www.alessandrobaffa.it/wp-content/uploads/2009/05/divorzio-thumb.jpg" border="0" alt="divorzio" width="542" height="381" /></a></p>
<p>Ecco il New York Times, <a href="http://www.nytimes.com/2009/05/04/world/europe/04iht-italy.html?_r=1&amp;src=twttwt=nytimes">taac</a> …</p>
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		<title>In Developing Countries, Web Grows Without Profit</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 20:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul The New York Times c’è un articolo interessante: Call it the International Paradox. Web companies that rely on advertising are enjoying some of their most vibrant growth in developing countries. But those are also the same places where it can be the most expensive to operate, since Web companies often need more servers to &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2009/04/27/in-developing-countries-web-grows-without-profit/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul The New York Times c’è un <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/27/technology/start-ups/27global.htm?_r=1">articolo</a> interessante:</p>
<blockquote><p>Call it the International Paradox.</p>
<p>Web companies that rely on advertising are enjoying some of their most vibrant growth in developing countries. But those are also the same places where it can be the most expensive to operate, since Web companies often need more servers to make content available to parts of the world with limited bandwidth. And in those countries, online display advertising is least likely to translate into results. </p>
</blockquote>
<p>L’utilizzo di applicazioni 2.0 sta crescendo a dismisura in quei paesi dove i costi sono più dei ricavi. Siamo in un momento storico in cui ci si inizia a domandare come riuscire a ricavare denaro da applicazioni come Facebook, Twitter e YouTube e si sta già vedendo che l’advertising non è che funzioni poi così tanto bene. La pubblicità in rete genera meno della metà dei ricavi che potrebbe potenzialmente avere a fronte di parecchi milioni di visite in siti come quelli appena citati. Nessuno ci fa caso, sostanzialmente, alla pubblicità. Nonostante questo il servizio c’è, è gratuito e ha dei costi fissi, per quelle aziende, che in genere sono molto alti come i server dislocati nel mondo per garantire un alto numero di contenuti sfruttando la località dei dati piuttosto che la larghezza di banda disponibile.</p>
<p>I paesi in cui si sta avendo la maggior crescita di utilizzo di questo tipo di applicazioni sono in zone del mondo come Africa, Asia, America Latina e Europa dell’est. Se nelle zone più ricche del pianeta ci sono problemi di ricavi, in queste zone è più la spesa che l’impresa. Il garantire un servizio gratuito a tutti è troppo costoso.</p>
<blockquote><p>“Whenever you have a lot of user-generated material, your bandwidth gets utilized in Asia, the Middle East, Latin America, where bandwidth is expensive and ad rates are ridiculously low,” Mr. Volpi said. If Web companies “really want to make money, they would shut off all those countries.”</p>
</blockquote>
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		<title>Wired: the coupon&#8217;s trouble. Comunicazione ufficiale</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 16:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ale</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Sappiamo che in alcune edicole ci sono state delle complicazioni nell&#8217;accettazione del coupon Wired. Ti scriviamo per scusarci e per aggiornarti su come ci siamo attivati per risolvere il disguido. Stiamo invitando nuovamente tutti gli edicolanti ad accettare i buoni: confermiamo che a partire dal 23 febbraio non ci saranno più problemi nell&#8217;utilizzo del coupon. &#8230; <a class="read-excerpt" href="http://www.alessandrobaffa.it/2009/02/20/wired-the-coupons-trouble-comunicazione-ufficiale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.wewired.it/imgmails/01/top.gif" alt="" width="500" height="120" /><br />
<span style="font-family: Verdana; color: #000000; font-size: x-small;"> Sappiamo che in alcune edicole ci sono state delle complicazioni nell&#8217;accettazione del coupon Wired.</p>
<p>Ti scriviamo per scusarci e per aggiornarti su come ci siamo attivati per risolvere il disguido.</p>
<p>Stiamo invitando nuovamente tutti gli edicolanti ad accettare i buoni: confermiamo che a partire dal 23 febbraio non ci saranno più problemi nell&#8217;utilizzo del coupon.</p>
<p>Se così non fosse, ti preghiamo di contattarci via e-mail a <a href="mailto:wiredcoupon@condenast.it" target="_blank">wiredcoupon@condenast.it</a> indicando località e indirizzo dell&#8217;edicola a cui ti sei rivolto: sarà nostra cura contattare personalmente l&#8217;edicolante.</p>
<p>Grazie per l&#8217;attenzione. </span></p>
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