Archive for the 'libri' category

Drive

apr 13 2010 Pubblicato da ale sotto libri

Da "Drive. The Surprising Truth About What Motivates Us" di Daniel H. Pink, libro molto interessante che sto leggendo:

… external rewards and punishments – both carrots and sticks – can work nicely for algorithmic tasks. But they can be devastating for heuristic ones. Those sorts of challanges – solving novel problems or creating something the world didn’t know it was missing – depend heavily on Harlow’s third drive. Amabile calls it the intrinsic motivation principle of creativity, which holds, in part: "Intrinsic motivation is conductive to creativity; controlling extrinsic motivation is detrimental to creativity." …

Il concetto è che in questi ultimi decenni è cresciuta molto velocemente la voglia di indipendenza e di espressione della propria creatività, soprattutto nel contesto lavorativo. Cresce la voglia di mettersi continuamente in gioco, di sentirsi parte di qualcosa di importante, di fare qualcosa di utile, sempre meglio. I lavori meccanici e di routine li facciamo fare in India, in Cina, dove il lavoro costa poco e dove sembra che a loro, dopo tutto, non interessi gran che della motivazione personale. Noi invece siamo sempre più affamati di creatività, o almeno, di essere messi alla prova.

Bel libro. Finora.

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Readings

feb 14 2010 Pubblicato da ale sotto libri

E’ un periodo in cui sto leggendo meno, ho tanti pensieri per la testa e non riesco a trovare la tranquillità necessaria per leggere un libro. Soprattutto mi è capitato di leggere un’alta percentuale di brutti libri, pesanti o stupidi, cosa che invece nel 2009 non mi è capitato spesso, indice di poca attenzione verso la scelta. Anyway, mi va di (s)consigliare qualcosa.

CONSIGLIATI

Un’Inquietante Simmetria” di Audrey Niffenegger l’ho finito proprio in questo istante. Trovato al Libraccio al 50%. E’ il suo secondo romanzo ed è molto bello, dalla trama piuttosto triste, ma dimostra come l’autrice sia assolutamente bravissima nel reinventare il suo modo di scrivere trovando ogni volta quel leggero tocco che rende ottimo un romanzo, ma in modo diverso rispetto ai precedenti. Questa è una cosa che apprezzo tantissimo e che trovo, per esempio, anche in Gianrico Carofiglio. Un ottimo esempio al contrario è Dan Brown. Non so se avete letto l’ultima sua fatica, ma se l’avete fatto sapete di cosa sto parlando: un autore che è riuscito a rendere il suo personaggio di punta, il professor Langdon, la caricatura di se stesso, inserendolo in romanzi le cui trame, ad un certo punto della lettura, riescono addirittura ad imbarazzarti “mioddio, ma cosa sto leggendo?”. Un po’ come quando in tv succede qualcosa di così stupido che d’impulso ti viene di cambiare canale: stai incredibilmente provando imbarazzo per loro. La stessa sensazione.

Altro grande consiglio è Outliers di Malcolm Gladwell. Uno di quei saggi capaci di arricchirti e farti cambiare il modo in cui osservi il mondo e le sue dinamiche. L’ho trovato in Feltrinelli a 8€ in lingua originale e non ho ancora finito di leggerlo, ma la parte letta finora mi basta per spingermi a consigliarvelo fortemente. E’ un saggio che scardina l’idea che abbiamo del successo. Gladwell dimostra come esso non sia solo legato all’intelligenza di ciascuno, all’essere smart, ma che invece questi siano solo i minori dei fattori. Il successo è un insieme di doti personali unite, soprattutto, alle condizioni ambientali in cui ciascuno di noi si trova o ha la fortuna di crescere. In altre parole sono le occasioni che creano un uomo di successo. Nel libro sono riportati tantissimi esempi di persone ricchissime le cui storie personali sono incredibili, ma collegate tra loro da fattori che non c’entrano niente con la loro persona: l’anno di nascita, le condizioni economiche del periodo, i dati demografici, la religione, etc. E’ un saggio molto interessante e soprattutto, secondo me, molto stimolante perché (permettetemi il termine orribile) spersonalizza il successo. Siamo portati credere che se non sei come Bill Gates, un nerd di prim’ordine, non saremo mai così ricchi. Questo saggio dimostra che non è affatto così. La fortuna, indubbiamente, fa in modo che tu nasca con una dote naturale o vicino a luoghi in cui si sta sviluppando la tecnologia del futuro, ma la fortuna è anche un insieme di occasioni che vanno costruite giorno per giorno, prendendo tutti i treni che ci passano davanti, anche quelli che possono sembrare sbagliati o diretti verso un vicolo cieco. In altre parole va favorito il Matthew Effect: una volta preso il treno giusto si crea un effetto domino per il quale gli altri treni giusti si presenteranno da te senza che tu li cerchi!

Bel libretto da leggere velocemente è Il Cammino dell’Arco di Coelho. Molto piccolo e pieno di massime di vita da tenere sempre in mente e sfoggiare nei momenti giusti per fare la figura del vecchio saggio della montagna della situazione. Consigliato. Si trova anche gratis in rete.

SCONIGLIATISSIMI

Il Simbolo Perduto di Dan Brown. Ho già sprecato troppe righe sopra per spiegarvi cosa penso e non ho intenzione di sprecare ancora secondi preziosi del mio tempo per un libro così scemo.

Rabbia di Chuck Palahniuk. Di lui ho letto solo Fight Club, capolavoro, e credo proprio che mi limiterò solo a questi due. Palahniuk è un altro che è diventato la caricatura di se stesso.

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Curiosità

dic 02 2009 Pubblicato da ale sotto libri, personal

E’ facile sottovalutare quanto sia difficile diventare curiosi. Per sette, dieci o perfino quindici anni passati sui banchi di scuola non ci viene chiesto di essere curiosi. Anzi, i curiosi vengono puniti più e più volte.
Pronunciare una formula magica non vi farà diventare improvvisamente curiosi. Si tratta di un processo che dura cinque, dieci o quindici anni, durante il quale iniziate a formarvi le vostre opinioni personali e alla fine capite che la cosa più sicura che potete fare è quella che sembra rischiosa, mentre la cosa più rischiosa è andare sul sicuro.
Giunti a questa consapevolezza, la debole ma insistente voce della curiosità non scomparirà. Mai. E forse sarà questa voce che ci porterà a distinguerci per la nostra grandezza dalla mediocrità che osserviamo intorno a noi.

Bel libro che sto leggendo: Tribù di Seth Godin (che se già non lo conoscevi … cancellami dal tuo feed reader!!! :D scherzo, non farlo!!). Ne ha fatto anche uno speech al TED, qualche tempo fa. Molto interessante, come sempre.

E’ un bel libro in cui viene descritto cosa vuol dire essere un leader e perché e come ciascuno di noi può esserlo. Un leader inteso come qualcuno che riesce a farsi seguire da un gruppo di persone appassionate perché le stimola, le aiuta, si fa da parte nel momento giusto e le guida. Un leader è diverso da un manager, non è una figura statica che reagisce ad un cambiamento, ma lo provoca, è curioso e ha una passione che arde e infiamma un gruppo di persone che per questo lo seguono.

E’ un libro che dovrebbero leggere tutti i “capi”. Saprei già a chi consigliarlo.

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Kindle e i quotidiani

nov 01 2009 Pubblicato da ale sotto kindle, libri, personal

Pensieri al volo a seguito di un bello scambio di vedute tra me e @Amalianda su Twitter in merito all’utilità o meno di Kindle riguardo la lettura di quotidiani.
Gli ebook reader esploderanno soprattutto per la fruizione di essi prima ancora che dei libri, secondo me. Per il lettore lo strumento rende prima di tutto la vita più semplice: ti evitano andare in edicola ogni mattina (non tutti hanno la fortuna di avere l’edicola sulla strada tra casa e il lavoro e quando c’è magari questa è improponibile. Come quella di Milano Cadorna) e ricevi il tuo quotidiano comodamente seduto sul treno in quell’unica ora in cui ti è possibile leggerlo. I giornali sono oggetti che una volta letti sono finiti e questa è una bella differenza con un libro perché, giustamente, i libri sono anche belli da vedere in casa, fanno arredamento a loro modo e non li butti via una volta letti. I libri hanno una componente sentimentale che li differenzia enormemente da un giornale, ogni tanto riprendi un bel libro letto mesi prima, lo sfogli, rileggi dei passi che hai sottolineato, ti vengono in mente tante sensazioni provate durante la lettura. I giornali invece li usi per incartare il pesce il giorno dopo (tantissimi li lasciano sul treno la sera stessa). Insomma, il giornale si presta meglio alla modalità di fruizione elettronica, meglio ancora che per i libri (che anche io preferisco leggere cartacei per i motivi sopra). Il concetto di comodità che tanto viene utilizzata per sponsorizzare Kindle (“acquista il tuo libro preferito in 60 secondi”) è una componente che si presta molto meglio ai giornali che ai libri, che invece hanno, quindi, una componente umana-sentimentale diversa e più importante. Io credo che nel momento in cui i maggiori quotidiani italiani inizieranno a rendere disponibile il formato elettronico, come fa già adesso La Stampa, le vendite di abbonamenti aumenteranno in modo enorme. Anzi, il formato elettronico e la disponibilità di connessione perenne e gratuita può anche fare venire idee interessanti: creare abbonamenti non a tutto il giornale, ma, per esempio, soltanto a singole sezioni (gli editoriali, lo sport, le notizie politiche, locali). La teoria della coda lunga può insegnare anche questo: ci sono tantissimi utenti che non comprano il giornale perché a loro interessa solo la sezione culturale e non gli va di comprare tutto. Con Kindle potrebbero abbonarsi solo a quello. Il prezzo non è importante, non è quel singolo euro del costo del giornale che fa sembrare alieni queste persone che rifiutano di spendere questo prezzo bassissimo. Il concetto è che a me non va di avere qualcosa che al 90% contiene informazioni che non mi interessano. E non mi va di spendere ogni giorno 1€ e fare la coda in edicola. Non è comodo. Un abbonamento flat al quotidiano, anche se alla fine mi fa spendere più di 1€ al giorno, è più comodo e psicologicamente mi pesa meno (perché lo pago una tantum e non ci penso più per un anno). Il ciclo di vita di un quotidiano, dal punto di vista del lettore, è un po’ questa, è questione di comodità. Poi un libro vado tranquillamente in libreria e lo scelgo con calma (io in Feltrinelli ci passo le ore).

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Non c’è Kindle che tenga

ott 18 2009 Pubblicato da ale sotto libri

[…] but when you are reading a bound book you always have a sense of physical depth. You know without even looking how far you are into the book. You know how much you have left to read, and you know in rough approximation what should be happening so that the book ends nice and tidy. Of course, this was a memoir so the ending wasn’t one of resolution. But that is something, one of many things, that you miss when you read from the Kindle.

I love the turning of the page, the imperceptible thinning of the book you hold on the right side and growth of the book on the left. You turn the page and the thickness in your hands doesn’t seem to change, though you know it has. The weight of the book shifts a hundredth of an ounce at a time until you’ve moved the entire book without a thought of it.

Continua su http://resolution52.com/

Il fascino del libro stampato non tramonterà mai.

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Bibliografia #1

giu 10 2009 Pubblicato da ale sotto libri

 

Sto leggendo Code V. 2.0, un’altra delle fatiche di Lawrence Lessig (che se non conoscete, conoscevatelo!!).

Come gli altri è illuminante e, nonostante sia di qualche anno fa, il tema della libertà nella Rete è sempre attualissimo. Il libro discute sul tema del controllo nella rete. Lessig cerca di prospettare il futuro della Rete partendo dal significato di controllo, alla luce dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni per il controllo delle informazioni circolanti in Internet da parte di un mix di poteri differenti: governo e mercato. Motivazioni diverse hanno portato ad un maggior controllo, snaturando l’architettura originaria della Rete. E se negli anni ci siamo abituati a credere al fatto che in Internet quello che vediamo è senza ombra di dubbio quello che dovrebbe essere, Lessig smonta queste convinzioni. E lo fa ragionando sulla situazione in cui ci troviamo, su come ci siamo arrivati negli anni e soprattutto verso quale natura la Rete si sta avviando: il sistema di controllo più stringente e potente che l’uomo abbia mai conosciuto. 
Il problema è che non ce ne accorgiamo, perchè il controllo informatico è invisibile, non reca danno evidente e non ha tutte le complicazioni che potrebbero sorgere nella vita reale. Il problema è che siamo abituati a credere che è giusto che questo sia. Che quello che vediamo è come dovrebbe essere.
Lessig porta a ragionare esattamente su questo: ci stiamo rendendo conto della strada che la Rete sta prendendo? Perché, nella vita reale, ci sembra ovvio che la costituzione e le leggi sulla nostra libertà siano assolutamente intoccabili, e invece nella Rete invece permettiamo che la sua costituzione (il codice) venga modificata in modo così innaturale, trattandosi anch’essa, in fin dei conti, della nostra vita?

Tutti questi discorsi sono i fondamenti teorici di problemi attualissimi come il copyright, il P2P, etc…

Insomma, è uno di quei libri da leggere per forza.

###UPDATE###

Dimenticavo: non c’è in versione italiana. C’è solo in english e lo si può acquistare oppure scaricare gratuitamente in licenza CC.

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Libri libri libri

mag 03 2009 Pubblicato da ale sotto libri, personal

La vita da pendolare mi ha riconciliato alla lettura e negli ultimi mesi ho letto una quantità spropositata di libri. A questo proposito vi voglio segnalare un sito che ormai sto utilizzando da tanto tempo, che sicuramente la maggior parte di voi conoscerà. Lo scrivo per quell’1% rimasto ;) .

Anobii vi permette di avere una propria libreria online, pubblicando i libri che avete letto, state leggendo, avete intenzione di leggere oppure che avete abbandonato. Potete fare recensioni, esprimere giudizi, dire dove l’avete comprato, quanto l’avete pagato. Tutto ovviamente condiviso e utilizzabile anche tramite feed rss. Potete creare gruppi di discussione su autori, libri, tematiche letterarie, cinematografiche, ovviamente derivanti da libri, o curiosità come il Thesaurus in cui per ogni lettera dell’alfabeto chiunque può inserire la definizione di una parola curiosa e nuova, con ovviamente il libro in cui essa è stata trovata. Non ci sono discussioni banali e sono tutte molto interessanti e appartenenti alla sfera letteraria. E’ utilissimo se vuoi leggere recensioni di un libro che ti piacerebbe acquistare e per scoprire un nuovo libro o un nuovo autore.

Questa è la mia libreria online e l’immagine è come si presenta:

libri

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