Non avete idea di quanti ragazzi italiani stanno chiamando per dei colloqui, qui in Francia. Alcuni ne ho conosciuti direttamente qui e altri mi contattano, vuoi perchè mi conoscono direttamente, vuoi perchè mi trovano sul Web tramite LinkedIn etc.
Fatto sta che qui pare abbiano trovato proprio la mucca da mungere con l’Italia: con gli stipendi italiani, qui è fin troppo semplice convincerci, ti offrono qualcosa che qui è assoluta normalità mentre in Italia si sta a casa dei genitori fino a 30 anni, perchè non è economicamente sostenibile altrimenti. E qui lo sanno benissimo. Nelle ultime settimane sto assistendo a un lento esodo o continue mail di ragazzi, e amici, che mi chiedono informazioni perchè contattati da aziende francesi. Vogliono sapere se è veramente tutto oro quel che luccica: lo è. Ma parlo per la mia categoria, quella dei giovani ingegneri.
Fa tristezza perchè non sono lauree qualsiasi che cercano: cercano ingegneri. Fa tristezza per l’Italia ovviamente. E chiaccherando con ragazzi francesi, è saltato fuori che qui le scuole di ingegneria sono molto diverse dalle nostre, sono più “generaliste”. Mentre da noi la facoltà di ingegneria informatica è qualcosa che scegli da subito, qui è solo un ramo della successiva specializzazione. Come dire: noi siamo i più specializzati per le figure professionali che cercano qui. E unendo questo alla situazione salariale italiana, piano piano si stanno prendendo tutti i cervelli da scuole come Politecnico di Torino e di Milano, con una facilità disarmante. Sophia Antipolis, uno dei poli tecnologici più avanzati d’Europa, si nutre di giovani ingegneri italiani, formati meglio in Italia e che non hanno alternative che andarsene.
Ieri dopo mesi ho ripreso i treni delle Ferrovie Nord.

Ultimo video di Travaglio su Micromega. Cose che ovviamente non sentirete mai nei TG e difficilmente in qualche speciale anche a tardissima ora (se non leggendo il giorno dopo un editto con il quale si chiude baracca e burattini e si licenzia il burattinaio di turno).
Il consiglio che vi do, ed è anche un ottimo consiglio per Natale, è di leggere/regalarvi l’odore dei soldi (Veltri, Travaglio) che vi da tutti gli strumenti e il background necessari per capire cosa sta succedendo, cosa vogliono dire le dichiarazioni di Spatuzza e i vari Graviano e perché gente come Travaglio continua a fomentare odio (mi fa ridere anche a scriverlo). Magari qualche dubbio viene anche a voi.
Sarebbe un bel traguardo.
Guardatevi questo video, dura un po’, lo posto qui appunto per farvelo rimanere nei feed reader (se già non avete Micromega, ovvio).
… però ora pensane una tua …!
da Repubblica di oggi, pagina 21.
Al Celio i paracadutisti feriti
"Vogliamo tornare in Afghanistan"
Giampaolo Cadalanu
[...]la polemica stavolta la lancia la Lega Nord, per bocca del senatore Sergio Divina: secondo il parlamentare, "troppi stranieri" lavorano negli stabilimenti Iveco che costruiscono il blindato "Lince", quello su cui il paracadutista è stato ucciso. Nonostante diversi esperti militari abbiano segnalato che "non esistono difese invulnerabili", il senatore ha sospetti sugli operai islamici: "quando si costruisce un mezzo del genere si conosce lo spessore delle lamiere, il posizionamento della torretta". Se queste informazioni circolano, c’è il rischio che i punti di vulnerabilità "vengano individuati da soggetti ostili alla nostra missione", dice Divina.

Ma no, ma è bellissimo italia.it. Davvero. Bellissimissimo! Si vede proprio che è un sito costato circa 70MILIONIDIEURO! Perchè è proprio innovativo! E chi ci pensava di fare un motore di ricerca interno per trovare tutti i principali siti collegati, per es., ad un comune o una regione! Scemi noi che andiamo su Google, mettiamo Como e otteniamo centomila siti su Como! E poi la grafica, altro che Apple! Questo è design!! SETTANTAMILIONIDIEURO spesi alla grande! ALLA GRANDISSIMA!!
P.S.: pare piaccia tantissimo anche ai terremotati che ricevono, non si sa come, Internet dalle tende. E pensano “Menomale che Silvio c’èè”.
Questo rincoglionito l’ho visto qualche settimana fa alla stazione Nord di Milano Cadorna. Dava dei volantini.
La prossima volta ne prendo uno e mi ci pulisco davanti tutta la stazione.