Oggi ho comprato una libreria per questa mia “casettina”. Ovviamente sarà polifunzionale, non posso permettermi il lusso di uno spazio apposito solo per i libri in questo monolocale. Ho passato un’oretta a montarlo e un’altra per riorganizzare la posizione di tutte le mie cose. Mi manca ancora qualcosa per poter dire di avere tutto quello che mi serve, per ora, ma il risultato è molto soddisfacente perchè mi permette di guadagnare davvero tantissimo spazio nonchè dare anche una luce un pò più “calda” a questo ambiente. Nelle prossime settimane comprerò ancora qualcosa. Finito di pulire tutto, mi sono fatto un caffè decente – lo bevo solo nel weekend un caffè decente, cioè quando me lo faccio in casa – e mi sono finalmente seduto a tavola, che ora non ha più cose ammassate e mi permette di avere computer e addirittura un giornale aperto da sfogliare – in questo caso, ovviamente Wired – senza dover spostare qualcos’altro per terra o su una scatola. Sorseggio lentamente il mio caffè, fatto con una macchinetta regalatami da una cara amica prima di partire, e penso che voglio finalmente scrivere, dopo tanto tempo. Non è facile e allora cerco ispirazione dalla musica. Davide Van De Sfroos con Sciuur Capitan è perfetta.
Le prime settimane questo spazio ridotto mi toglieva l’aria, abituato com’ero allo spazio grande di casa, ora invece mi ci sono abituato, inizio a sentirla casa mia, inizio a personalizzarla, a riorganizzarla e ad adattarla a me, non il contrario. Inizio a viverla. Così come inizio a vivere il concetto reale di indipendenza, quel traguardo a cui tutti tendiamo, ma che forse non immaginiamo essere così difficile da vivere davvero. Ci si fa in fretta l’abitudine, ma quando te la fai ti accorgi di superato un livello che non permette il ritorno indietro. Vivere da soli vuol dire non poter dare più nulla per scontato, dalle cose più piccole alle più grandi. Vivere da soli è praticamente difficile, ma è anche scontato dirlo.
Ma non è questo il mio pensiero principale in questo momento. Sono seduto sul mio tavolo e mi arriva una mail. Me ne accorgo perchè il mio cellulare francese fa un drin, è appoggiato sulla mia nuova libreria. Il mio cellulare francese sulla mia libreria, a fianco la chitarra. Quello a cui penso è che, comunque sia, a tutto questo ci sono arrivato da solo. Senza aiuti da parte di nessuno, ho comprato la macchina con i soldi guadagnati dal primo anno di lavoro, sono qui in Francia e sostengo spese e impegni che posso permettermi e risolvere da solo. Non ho chiesto aiuto economico e pratico ai miei genitori per tutto questo e quello che ho fatto finora e ce la sto facendo senza aiuti. Mi sento realizzato e cresciuto.
Ora io sono contento perchè vedo aprirsi tanti portoni nel mio futuro e nel mio presente, ma forse il motivo principale è perchè sono contenti anche loro.
E sei solo all'inizio delle cose belle e delle soddisfazioni che ti arriveranno. Te lo dice uno che vive fuori di casa ormai da 10 anni e si sta preparando a mettere su famiglia (passo al lato oscuro della forza…..)
. Vedi che tra qualche mese vengo a trovarti con la mi metà, quindi vedi di sbrigarti a sistemare casa… Ciao Albi
so far so good!
ciao, f.
merci beaucoup a tous!!