Readings
E’ un periodo in cui sto leggendo meno, ho tanti pensieri per la testa e non riesco a trovare la tranquillità necessaria per leggere un libro. Soprattutto mi è capitato di leggere un’alta percentuale di brutti libri, pesanti o stupidi, cosa che invece nel 2009 non mi è capitato spesso, indice di poca attenzione verso la scelta. Anyway, mi va di (s)consigliare qualcosa.
CONSIGLIATI

“Un’Inquietante Simmetria” di Audrey Niffenegger l’ho finito proprio in questo istante. Trovato al Libraccio al 50%. E’ il suo secondo romanzo ed è molto bello, dalla trama piuttosto triste, ma dimostra come l’autrice sia assolutamente bravissima nel reinventare il suo modo di scrivere trovando ogni volta quel leggero tocco che rende ottimo un romanzo, ma in modo diverso rispetto ai precedenti. Questa è una cosa che apprezzo tantissimo e che trovo, per esempio, anche in Gianrico Carofiglio. Un ottimo esempio al contrario è Dan Brown. Non so se avete letto l’ultima sua fatica, ma se l’avete fatto sapete di cosa sto parlando: un autore che è riuscito a rendere il suo personaggio di punta, il professor Langdon, la caricatura di se stesso, inserendolo in romanzi le cui trame, ad un certo punto della lettura, riescono addirittura ad imbarazzarti “mioddio, ma cosa sto leggendo?”. Un po’ come quando in tv succede qualcosa di così stupido che d’impulso ti viene di cambiare canale: stai incredibilmente provando imbarazzo per loro. La stessa sensazione.
Altro grande consiglio è Outliers di Malcolm Gladwell. Uno di quei saggi capaci di arricchirti e farti cambiare il modo in cui osservi il mondo e le sue dinamiche. L’ho trovato in Feltrinelli a 8€ in lingua originale e non ho ancora finito di leggerlo, ma la parte letta finora mi basta per spingermi a consigliarvelo fortemente. E’ un saggio che scardina l’idea che abbiamo del successo. Gladwell dimostra come esso non sia solo legato all’intelligenza di ciascuno, all’essere smart, ma che invece questi siano solo i minori dei fattori. Il successo è un insieme di doti personali unite, soprattutto, alle condizioni ambientali in cui ciascuno di noi si trova o ha la fortuna di crescere. In altre parole sono le occasioni che creano un uomo di successo. Nel libro sono riportati tantissimi esempi di persone ricchissime le cui storie personali sono incredibili, ma collegate tra loro da fattori che non c’entrano niente con la loro persona: l’anno di nascita, le condizioni economiche del periodo, i dati demografici, la religione, etc. E’ un saggio molto interessante e soprattutto, secondo me, molto stimolante perché (permettetemi il termine orribile) spersonalizza il successo. Siamo portati credere che se non sei come Bill Gates, un nerd di prim’ordine, non saremo mai così ricchi. Questo saggio dimostra che non è affatto così. La fortuna, indubbiamente, fa in modo che tu nasca con una dote naturale o vicino a luoghi in cui si sta sviluppando la tecnologia del futuro, ma la fortuna è anche un insieme di occasioni che vanno costruite giorno per giorno, prendendo tutti i treni che ci passano davanti, anche quelli che possono sembrare sbagliati o diretti verso un vicolo cieco. In altre parole va favorito il Matthew Effect: una volta preso il treno giusto si crea un effetto domino per il quale gli altri treni giusti si presenteranno da te senza che tu li cerchi!
Bel libretto da leggere velocemente è Il Cammino dell’Arco di Coelho. Molto piccolo e pieno di massime di vita da tenere sempre in mente e sfoggiare nei momenti giusti per fare la figura del vecchio saggio della montagna della situazione. Consigliato. Si trova anche gratis in rete.
SCONIGLIATISSIMI
Il Simbolo Perduto di Dan Brown. Ho già sprecato troppe righe sopra per spiegarvi cosa penso e non ho intenzione di sprecare ancora secondi preziosi del mio tempo per un libro così scemo.
Rabbia di Chuck Palahniuk. Di lui ho letto solo Fight Club, capolavoro, e credo proprio che mi limiterò solo a questi due. Palahniuk è un altro che è diventato la caricatura di se stesso.
silvia
grazie dei consigli: mi interessa un’inquietante simmetria, ho preso nota e vedrò se lo trovo in biblio.
Dan Brown non mi ha mai interessato, non ne ho letto nemmeno una riga ( e me ne vanto, a quanto dici).. a naso mi sembra uno di quegli scrittori che non creano, producono.
ale
“uno di quegli scrittori che non creano, producono.”
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