W l’okkupazione!

Posted on the gennaio 14th, 2010 under personal by ale

Il Corriere della Sera ha pubblicato questo articolo in cui il preside di questo liceo ha minacciato gli studenti di diminuire le feste di Carnevale se avessero fatto occupazione. Su Facebook l’ha “shareato” e sono nati alcuni commenti. Uno di questi è mio e mi va di scrivere anche qui cosa penso in modo un attimo più articolato.

Io credo che le occupazioni a scuola sono un momento importante. Lo dico con senno di poi, in quanto in quei momenti, anni fa, forse non me ne rendevo conto, come per tante altre cose per cui sono fiero di aver fatto il liceo scientifico “Paolo Giovio” di Como. Le occupazioni, le manifestazioni, i movimenti studenteschi sono tutte occasioni d’oro per i ragazzi e non vanno presi sempre e solo come occasioni per saltare le lezioni in modo più o meno regolato. Sono momenti in cui i ragazzi iniziano a farsi un’idea politica, a ragionare sul mondo intorno a loro. Nonostante i grandissimi pregi del liceo, una nota dolente è nell’insegnamento della Storia. Nonostante io abbia avuto sempre fantastici professori in questa materia, essi erano purtroppo vincolati dal programma. Qualcuno si spingeva un po’ oltre, la mia insegnante di Storia si è addirittura spinta fino alla rivoluzione Cubana accennandoci di Fidel Castro e Che Guevara, con occhio molto critico perché sapeva che quel momento di storia fu importante per gli anni successivi e senza alcuna spinta politica personale. Ma in generale, al liceo tutti hanno passato un intero anno a studiare la storia dell’impero Romano e i suoi centomila re e imperatori. Importante passo di Storia, ma sarebbe stato più gradito un approfondimento anche degli ultimi 50 anni di storia italiana dopo la seconda guerra mondiale. Invece niente, neanche un minimo cenno. E oggi infatti ci troviamo nella pericolosa situazione in cui in tanti cercano di “ripristinare” la figura di Craxi e i giovani non sanno neanche chi fosse, cosa ha combinato, cosa si intende per “anni di piombo”, non si sa quasi niente di Tangentopoli se non da racconti dei genitori o sprazzi su qualche articolo di spalla nei giornali, per i pochi eletti che leggono ancora. Niente. La scuola non ci insegna niente sui 50 anni della DC, sul partito comunista italiano, niente su Aldo Moro. Nulla.

Tutte queste sono mie conoscenze che mi derivano dalla curiosità intellettuale nata dopo aver frequentato movimenti, manifestazioni, persone che anni fa, alla mia età di allora, già si interessavano. E comunicavano con passione. Poi ognuno ha preso la propria strada, questo non è importante. La cosa importante, invece, è che in quei momenti, tutti noi abbiamo iniziano a porci domande sul nostro presente e la storia da cui essa è nata. Ringrazierò sempre questi momenti in cui, certamente, c’era tanto divertimento e senso di libertà, ma anni dopo posso tranquillamente affermare che furono tra i momenti più importanti della mia vita negli anni del liceo, gli anni in cui il mio cervello è iniziato a girare davvero, in cui mi è venuta letteralmente fame di conoscere la storia e capire che razza di paese siamo e da dove veniamo.

I presidi farebbero bene a comprendere tutto ciò e a lasciar correre. Come è sempre stato. Impedire ai giovani di fare questo tipo di esperienze fa sempre parte di questo tentativo di eliminare il formarsi delle coscienze che ormai da troppi anni in Italia è divenuta normalità.

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