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Non è tempo di tacere

Posted by on 17 dicembre 2009

Vi riporto quasi per intero l’articolo sul Fatto Quotidiano (che potete leggere qui) perchè ne vale la pena.

  Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista: “Gli attacchi a singoli giornalisti, a testate   indipendenti
e gruppi editoriali nasconde l’attacco al giornalismo d’inchiesta. Il
giornalismo d’inchiesta esiste in tutti i paesi liberi, ed è vietato in
quelli non liberi. Le vicende di questi giorni e il progetto di riforma
della norma sulle intercettazioni telefoniche si spiegano in questa
logica di attacco al giornalismo d’inchiesta, che è la più importante
forma di controllo del potere pubblico. Il giornalismo d’inchiesta si
basa su fatti e ricostruzioni, che possono essere non fondati. Ma a
questi eventualmente si obietta con altri fatti e altre ricostruzioni.
Non con le intimidazioni”. 

 

 

Giorgio Bocca, giornalista: “Oggi c’è un reale pericolo di ritorno allo Stato autoritario. Ci sono forti analogie con l’incendio del Reichstag,
che ha portato alle leggi speciali: mi fa paura, ma soprattutto mi
rattrista vedere che siamo tornati a prima della Resistenza. La
reazione politica all’aggressione di Berlusconi è sulla linea della disgregazione dello Stato democratico portata avanti dal premier e dal Pdl.
Una parte di italiani evidentemente vuole il regime. D’ora in poi sarà
impossibile criticare Berlusconi, perché hanno montato un grande
ricatto: se non tacete siete comunisti e terroristi”.
 

 

Andrea Camilleri, scrittore: “Le liste di proscrizione sono sempre terribili e   tristi.
Soprattutto sono l’avanguardia della repressione totale. Mi ricordano
tempi bui della storia d’Italia. Sento un bruttissimo tanfo di fascismo
senza se e senza ma, come usano dire i politici in questi giorni.
Mentre ascoltavo le parole di Cicchitto in aula, riecheggiavano nella mente altre parole. Quelle di Benito Mussolini.
Che disse ai parlamentari: ‘Ridurrò quest’aula a un bivacco per i miei
manipoli’. Stiamo assistendo, in questi giorni, a un’indegna
speculazione sul gesto di un matto”.
 

 

Dario Fo, premio Nobel: “Gli atti violenti nella storia sono stati quasi sempre opera   di
squilibrati. Chi detiene il potere cerca disperatamente di trovare
mandanti, anche quando non ci sono. E’ una tecnica: i nostri politici
attaccano, disinformano e così facendo creano violenza. Le
dichiarazioni di Cicchitto sono di una pesantezza incredibile, sono
truci. Chi non è allineato con le dichiarazioni del capo diventa un
terrorista. Siamo davanti a una curva pericolosa. Se veramente
censureranno il Web e le piazze, con nuove “leggi speciali”, sarà un
punto di non ritorno. Esprimo tutta la mia solidarietà a Marco Travaglio“.
 

 

Margherita Hack. astrofisica: “Le parole di Cicchitto sono il segno di una brutta deriva.   L’aggressione
a Berlusconi è da condannare, ma se c’è una persona che in Italia ha
instaurato il clima d’odio è proprio il premier: attacca continuamente
i giudici, il presidente della Repubblica, i cittadini che non la
pensano come lui, la Corte costituzionale. Costringe il Parlamento a
fare leggi ad personam. Berlusconi merita la più profonda disistima. Io
lo disprezzo perché lui disprezza le istituzioni. Ora il suo partito
vuole tappare la bocca a Santoro e a Travaglio. E’ inaccettabile: conducono una campagna antidemocratica contro la libertà”.
 

 

Gad Lerner, giornalista: “L’ossessione che in questi giorni si avverte da più   parti,
di collegare un atto violento e criminale subito da Berlusconi con la
libera informazione mi fa pensare a Mussolini. A quando il Duce
denunciava, negli anni Venti, di avere tutta l’informazione contro e
che il suo partito fosse debole e aggredito. L’aggressione a Berlusconi
va condannata, perché è un gesto deplorevole. Ma il tentativo di
ricondurre tutte le voci ad una, il giornalismo libero al silenzio, ha
un solo nome. Ed è totalitarismo“. 

  Lucia Annunziata, giornalista: Le liste di proscrizione fanno sempre paura. Sono inquietanti,
e si fanno con uno scopo: in Parlamento Fabrizio Cicchitto ne ha
pronunciata una, ed è un brutto segno. Ma penso, spero che Cicchitto
non parli per tutto il partito, bensì che porti avanti una sua campagna
personale, e per questo va isolato. Quando uno Stato ha un problema,
ricorre al pugno duro. Sta succedendo anche questa volta: vogliono
varare norme ad hoc per bloccare il Web e le manifestazioni. Ma l’uso
della forza non ha mai funzionato e non porterà da nessuna parte
neanche questa volta. 
 

 

Antonio Tabucchi, scrittore: “Contro il capo dello Stato, la Costituzione, la magistratura, il   premier
usa atteggiamenti eversivi. Approfittando di un deplorevole incidente,
capitatogli per le mani di uno psicolabile, aizza i suoi contro la
stampa libera. Il suo portavoce, già appartenente a una organizzazione
eversiva, osa dare del terrorista a Marco Travaglio, uno dei
giornalisti più coraggiosi che, con pochi altri, ha fatto luce sui
rapporti tra il sistema berlusconiano e la malavita organizzata. È bene
che costui sappia che sta andando oltre. Le misure democratiche
dell’Europa non gli consentiranno, né noi gli consentiremo, di attuare
le sue minacce”.
 

 

Nicola Tranfaglia, storico: “L’attacco di Cicchitto a Montecitorio mi ricorda   quello
che fecero i fascisti nel tempo della conquista del potere, tra il 1920
e il 1925. Sono attacchi squadristi che prevengono progetti di
instaurazione di una vera e propria dittatura. Gli uomini liberi, tutti
gli uomini liberi, oggi hanno il dovere – ed è un dovere – di difendere
la Costituzione repubblicana. Di difenderla con tutti i mezzi, sia in
Parlamento sia in piazza, per opporsi al progetto di modifica della
Carta che è il fondamento della nostra democrazia”.

 

 

Giovanni Sartori, politologo: “Durante il fascismo era normale: il regime   pilotava
i giornali. Il Minculpop mandava le veline e i giornali eseguivano. Ora
noi siamo in un sistema che è ancora democratico. La Costituzione non è
ancora stata modificata. Formalmente siamo una democrazia parlamentare.
In una democrazia parlamentare il capo del governo non ha i poteri che
Berlusconi si sta arrogando. E in una democrazia parlamentare il
capogruppo del Pdl non si deve poter permettere quello che Cicchitto ha
detto in aula. È un fatto gravissimo, di arroganza e malcostume”.

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