Ecco qui: Google si inserisce anche nel mercato dei navigatori GPS: http://www.google.com/mobile/navigation/index.html#.
Non è un’idea rivoluzionaria: Google Maps e Street View ormai sono diventati, da tempo, un punto di riferimento per tutti, il GPS viene integrato in tutti gli ultimi dispositivi mobile e Android è open source. Insomma, mancava che qualcuno mettesse insieme le cose.
La connessione, ovviamente, è verso Internet quindi per utilizzare Maps Navigation l’unica soluzione è avere tariffe non a consumo, ma flat, altrimenti richiedere l’indirizzo verso il centro commerciale più vicino vi costerà più della spese che farete e della benzina messi insieme.
Certo, è uno strumento che, visto così, non permette neanche il paragone con i classici navigatori GPS: la miriade di informazioni in Rete dà un valore aggiunto enorme allo strumento!
Questa novità di Google è davvero disruptive, anche se c'è un problema non da poco: Google possiede una enorme quantità di dati che provengono dal Web, però (relativamente) poco strutturati: gli unici davvero fruibili come "oggetti" e non come "documenti" sono quelli che vengono da servizi come "Local", e, presumibilmente, saranno gli unici che potranno essere usati per questi servizi di data mashup avanzanti.
D'accordissimo sul fatto che sia "disruptive", almeno per il mercato dei navigatori. Tra i termini di paragone in quel mercato ora c'è anche Maps Navigator, sicuramente ottimo per chi ha un abbonamento a banda larga flat. Un po' come lo è Wave, in senso un po' più lato. A me quello che interessa in tutte queste cose è più che altro osservare come grazie alla Rete è possibile entrare in un mercato consolidato scardinando i suoi asset: per Google i costi di questo servizio sono approssimabili a zero. Se vai a vedere, i titoli in Borsa di TomTom e Garmin il giorno dell'annuncio di Navigator sono crollati a picco. Ci sono pro e contro in tutto questo. Uno dei pro, secondo me, che permette a Google, ancora, di non diventare leader irraggiungibile capace di alzare barriere all'ingresso talmente alti da non fare entrare nessun altro è appunto quello che dici tu: la sua banca dati non è strutturata per niente.
Quella è la chiave di volta, secondo me, Ale. Quando si troverà il modo di rendere strutturata questa mole immensa di dati riusciremo a creare quegli strumenti per cui la Rete ci cambierà la vita. Gli esempi che ti potrei fare sono tantissimi, uno di questi è proprio Pharos.
Ma cosa intendi per servizi "Local"?
P.S.: se tu avessi l'account in Wave (ancora non ti è arrivato l'invito?) potremmo aprire un'onda proprio per chiaccherarci su. Altrimenti qui andiamo avanti per botta e risposta sui commenti. Vedi, siamo proprio in un esempio di utilizzo di Wave