Road to the Internet of things: Google Maps Navigation

nov 01 2009 Pubblicato da ale sotto Google

Ecco qui: Google si inserisce anche nel mercato dei navigatori GPS: http://www.google.com/mobile/navigation/index.html#
Non è un’idea rivoluzionaria: Google Maps e Street View ormai sono diventati, da tempo, un punto di riferimento per tutti, il GPS viene integrato in tutti gli ultimi dispositivi mobile e Android è open source. Insomma, mancava che qualcuno mettesse insieme le cose.
La connessione, ovviamente, è verso Internet quindi per utilizzare Maps Navigation l’unica soluzione è avere tariffe non a consumo, ma flat, altrimenti richiedere l’indirizzo verso il centro commerciale più vicino vi costerà più della spese che farete e della benzina messi insieme.

Certo, è uno strumento che, visto così, non permette neanche il paragone con i classici navigatori GPS: la miriade di informazioni in Rete dà un valore aggiunto enorme allo strumento!

 

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  • Aleboz scrive:

    Questa novità di Google è davvero disruptive, anche se c'è un problema non da poco: Google possiede una enorme quantità di dati che provengono dal Web, però (relativamente) poco strutturati: gli unici davvero fruibili come "oggetti" e non come "documenti" sono quelli che vengono da servizi come "Local", e, presumibilmente, saranno gli unici che potranno essere usati per questi servizi di data mashup avanzanti.

  • alessandrobaffa scrive:

    D'accordissimo sul fatto che sia "disruptive", almeno per il mercato dei navigatori. Tra i termini di paragone in quel mercato ora c'è anche Maps Navigator, sicuramente ottimo per chi ha un abbonamento a banda larga flat. Un po' come lo è Wave, in senso un po' più lato. A me quello che interessa in tutte queste cose è più che altro osservare come grazie alla Rete è possibile entrare in un mercato consolidato scardinando i suoi asset: per Google i costi di questo servizio sono approssimabili a zero. Se vai a vedere, i titoli in Borsa di TomTom e Garmin il giorno dell'annuncio di Navigator sono crollati a picco. Ci sono pro e contro in tutto questo. Uno dei pro, secondo me, che permette a Google, ancora, di non diventare leader irraggiungibile capace di alzare barriere all'ingresso talmente alti da non fare entrare nessun altro è appunto quello che dici tu: la sua banca dati non è strutturata per niente.
    Quella è la chiave di volta, secondo me, Ale. Quando si troverà il modo di rendere strutturata questa mole immensa di dati riusciremo a creare quegli strumenti per cui la Rete ci cambierà la vita. Gli esempi che ti potrei fare sono tantissimi, uno di questi è proprio Pharos.
    Ma cosa intendi per servizi "Local"?

    P.S.: se tu avessi l'account in Wave (ancora non ti è arrivato l'invito?) potremmo aprire un'onda proprio per chiaccherarci su. Altrimenti qui andiamo avanti per botta e risposta sui commenti. Vedi, siamo proprio in un esempio di utilizzo di Wave ;)

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