le Forze Armate non sono fatte per costruire scuole
Scalpore, scandalo, dolore, inchieste giudiziarie e “polemiche”, come dicono i TG che spiegano sempre tutto in “polemica” per non compromettersi, sulla morte del caporalmaggiore Di Lisio in Afghanistan. A lui, dipendente statale in uniforme caduto nell’esercizio delle funzioni che la comunità gli ha assegnato senza tornelli, ogni rispetto. L’ho detto mille volte: sono pacifico, non pacifista e sono anti militarista, non anti militari. A quelli che ora si sbracciano e si agitano, un semplice “memo”: la guerra, comunque la si voglia incartare, con o senza la stagnola blu delle UN, in formule di “peacekeeping”, “peace enforcing”, “aiuto”, “esportazione delle democrazia”, preventiva o reattiva, santa o empia, ha sempre questo curioso difetto. Fa molto male alla salute di chi vi partecipa. Si dovrebbe almeno dirlo prima di accenderla, come si fa sui pacchetti di sigarette. Le Forze Armate, come ha scritto il generale Colin Powell che di guerre ha fatte parecchie da combattente e da comandante e non è un fanatico, non sono fatte per costruire scuole e “aiutare le vecchiette ad attraversare la strada”, ma “per ammazzare persone e per distruggere cose”. Per questo può accadere di essere ammazzati o distrutti.
via Vittorio Zucconi.