Pienamente pienamente d’accordo:
Ma come controllo diffuso? Vuol dire che la verifica della correttezza delle dichiarazioni fiscali è compito dei singoli cittadini? Vuol dire che una persona deve giustificare al vicino quanto guadagna, il suo tenore di vita, le auto o le moto o le case che compra o che non compra e così via? E che strumenti avrebbe questo “controllore diffuso” per verificare queste affermazioni se non, il più delle volte, il pettegolezzo o l’insinuazione? E che diritto ha costui di controllare a modo suo le risorse economiche e la situazione personale di un altro cittadino? Perchè allora non pubblicare anche i saldi dei conti bancari, oppure le cartelle mediche per verificare “in modo diffuso” che quel malato non sia in realtà un assenteista malato immaginario. E seguendo questa logica che assegna ai singoli compiti dello Stato, come dire di no alle ronde padane? Rientra nella logica del “controllo diffuso”. (continua)