
Il 25 Febbraio l’ISO (Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni) deciderà se OOXML diventerà un open standard. OOXML, che sta per Office Open XML, è il formato alla base dei documenti creati con la suite Office di Microsoft e che la stessa azienda sta cercando di elevare a standard. Negli USA essa è già stata approvata dall’ECMA, l’ente privato americano per la certificazione degli standard, lo scorso anno.
Se ne parla da tanto tempo, Microsoft ci prova da tanto e il via libera dell’ECMA creò tanto scalpore tanto da far nascere movimenti vari contro l’approvazione da parte di ISO. Oggi anche Repubblica.it ha pubblicato un articolo. I dubbi sollevati riguardano il fatto che, per quanto riguarda gli open format, cioè uno standard per la trasmissione e il salvataggio dei documenti, e soprattutto open (de jure), quindi per definizione controllati e gestiti completamente da enti internazionali come ISO o ANSI (Fuggetta docet), c’è già ODF, che sarebbe l’open standard portato avanti dalla comunità Open Source e già adottato da tanti paesi e approvato da ISO nel 2006. OOXML introdurrebbe un altro formato laddove ce n’è già uno che tutti bene o male iniziano ad adottare, soprattutto nelle PA. Un altro problema sollevato è il fatto che OOXML sarebbe sì un open standard, ma che però conterrebbe delle funzionalità implementabili soltanto con tecnologie proprietarie Microsoft, quindi alcune funzionalità non potrebbero essere implementabili, ad esempio, in Open Office. Insomma, uno standard un pò in superficie, ma che in profondità conterrebbe funzionalità closed rendendo il tutto non così tanto open.
Quindi problemi seri di implementabilità. In aggiunta, se davvero fosse così non basterebbe il via libera di ISO, il formato mancherebbe una di quelle caratteristiche necessarie per essere definito come open. Lo standard sarebbe
- aperto a tutti, sia gratis che non,
- sarebbe gestito da un ente internazionale no-profit insieme ad altri enti pubblici e nessuno di questi con diritti particolari
MA
- lo standard dovrebbe essere implementabile da tutti e nel caso ci fossero in mezzo delle tecnologie proprietarie, esse dovrebbero essere rilasciate liberamente (anche gratis). E qui a quanto pare non è così.
Il problema è se ne valga la pena di introdurre un nuovo standard per i documenti. Io sono d’accordo con quelli che dicono che sarà il mercato a decidere col tempo. Per selezione naturale morirà quello peggiore. Microsoft non sta imponendo niente a nessuno, come invece ai tempi di IE nella "guerra" contro Netscape, ma propone un formato più ricco, con dei problemi di implementabilità certamente che devono per forza essere risolti, perchè se no hanno ragione quelli che combattono contro di esso per paura di monopolio, ma che mette alla luce forse un pò l’arretratezza di ODF, anche se devo dire che non ho conoscenze precise in merito.
Voi cosa ne pensate?